Sino alla fine del Mare

Fase uno. Ipotesi di lavoro e metodologia.

Courtesy Domenico Licchelli
Courtesy Domenico Licchelli

Sino alla fine del Mare è un progetto di ricerca sul tema delle cosiddette Terre Estreme declinato in tre fasi. Questa che si è appena conclusa, la prima, è per certi versi la più delicata poiché basata sulla necessità di stabilire delle coordinate e dei codici in un tempo brevissimo che induce necessariamente a delle forzature nelle relazioni tra il territorio e il suo paesaggio al tempo stesso geografico e antropologico; la stazione come centro nevralgico della ricerca; e gli artisti che per due settimane hanno occupato la stazione stessa rispondendo al tema dell’estremo fungendo quasi da incubatori di un’esperienza che si è limitata, ad oggi, a raccogliere informazioni e conoscenze di diversa natura intrecciandosi con un tempo estremamente lento.

Una sessione di lavoro presso Lastation con Domenico Licchelli

I momenti di pausa, declinati quasi nella dimensione dell’ozio sono, infatti, in un progetto di ricerca di sei mesi il cui obiettivo non è produrre un’opera bensì un libro, tanto importanti quanto quelli di conoscenza e approfondimento. Questi momenti si sono poi intrecciati con la vita di tutti i giorni e quei luoghi di riferimento che alimentano le relazioni sociali a Gagliano del Capo; le tracce lasciate dagli artisti che hanno partecipato alle passate edizioni; i professionisti e infine le associazioni che operano nel territorio stesso.

In questa fase, infatti, la conoscenza alta, in particolare quella scientifica che aveva come obiettivo quello di segnare in qualche modo i confini e delineare la struttura geo-morfologica del territorio e le sue possibili ricadute di natura antropologica, si è intrecciata in maniera organica con le forme più varie della conoscenza: da quella fatta per via diretta attraverso le escursioni, a quella della trasmissione della memoria attraverso il racconto, a quella agronomica, a quella infine emotiva.

Luca Coclite disegna una mappa delle Terre Estreme attraverso i lavori degli artisti che hanno partecipato alle precedenti edizioni

Il territorio nella sua vasta stratigrafia si è comportato come una sorta di piattaforma, o meglio, un complesso dispositivo di intrecci e di tracce, di punti per ora sospesi che verranno uniti in un tempo non guidato dai meccanismi della produzione forzata se non piuttosto in una forma che, attraverso il libro, diventerà una sorta di rizoma lasciando successivamente spazio libero ad altre ipotesi di lavoro e ricerca per gli artisti stessi, per Ramdom e per quegli artisti/ricercatori che verranno.

In escursione accompagnati dall’associazione Salento Verticale

_____

Intrecci, tracce, appunti…

Photo curtesy Carolina Valencia Caicedo
Photo curtesy Carolina Valencia Caicedo
Photo curtesy Lia Cecchin
Photo curtesy Lia Cecchin

 

RAMDOM A PLATFORM PROJECTS 2018 – ATENE

Ramdom farà parte della mostra ad Atene al Platform Project dal 17 al 20 maggio, nello stand 19. In questa occasione internazionale, siamo orgogliosi di presentare i lavori di Jacopo Rinaldi (Intervallo) e Roberto Memoli (Verderame), due dei quattro residenti del progetto Sino alla fine del mare.

Il nostro stand includerà i lavori di Alessandro Carboni, Luca Coclite, Carlos Casas e Giuseppe De Mattia.

Per saperne di più https://platformsproject.com/

Al via il nuovo progetto di residenza

Sulla base e in continuità con l’esperienza attivata lo scorso anno (2017-2018) che ha visto la partecipazione di quattro artisti – Simona di Meo, Roberto Memoli, Nuvola Ravera e Jacopo Rinaldi – l’associazione Ramdom, vincitrice per il secondo anno consecutivo del bando SIAE | Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura, darà vita ad un programma di residenze dal titolo Sino alla fine del Mareche vedrà la partecipazione degli artisti Romina De Novellis, Elena Mazzi, Riccardo Giacconi + Carolina ValenciaCaicedo e Lia Cecchin.

Il programma, sarà a cura di Claudio Zecchi.

La residenza, in continuità con la ricerca di Ramdom sul tema delle cosiddette Terre Estreme, si propone metodologicamente di ragionare sul processo come strumento di indagine e luogo di formalizzazione della ricerca. Il territorio e le sue comunità, oggetti di indagine dell’intero percorso, saranno affrontati da prospettive differenti grazie alla partecipazione in qualità di tutors di alcuni professionisti in altre discipline: Domenico Licchelli (Education and Public Outreach Specialist, Osservatorio Astrofisico R.P.Feynman e Progetto POLARIS), Aria Spinelli e Maria Pecchioli (Curatrice/ricercatrice indipendente e artista, Radical Intention); Michele Romanelli (Psicologo, Humus Interdisciplinary Residence) e Massimo Carozzi (Artista, Zimmerfrei).

Sino alla fine del Mare (2018-2019) è un progetto realizzato da Ramdom con il sostegno del MiBACTe di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura.

Sino alla fine del mare: le azioni e la mostra

SINO ALLA FINE DEL MARE

Simona Di Meo, Roberto Memoli, Nuvola Ravera, Jacopo Rinaldi

A cura di Ramdom

 All’interno di “Indagine sulle Terre Estreme” Simona Di Meo, Roberto Memoli, Nuvola Ravera e Jacopo Rinaldi, presentano le ricerche attivate grazie alla residenza di sei mesi “sino alla fine del mare” che da il nome alla mostra di restituzione dei lavori installati al primo piano della Stazione Ferroviaria Gagliano – Leuca così come in altri luoghi diffusi nel paese.

Leggi tutto “Sino alla fine del mare: le azioni e la mostra”

Laboratorio con Claudio Zecchi

Ecco alcune immagini degli esercizi sviluppati durante il workshop del curatore Claudio Zecchi. Gli artisti in residenza del progetto “Sino alla fine del mare” sono stati introdotti nelle Performative Practices di Zecchi, ospite delle attività laboratoriali di ottobre.

Workshop Zecchi. Esercizi

Fieldnotes: Roberto Memoli (2)

“Pensare quindi di intervenire all’interno delle dinamiche trasformative di un luogo presuppone la capacità di comprenderne la dimensione visibile e non visibile delle azioni che si sono sovrapposte, dei segni che tra di loro possono essersi integrati, cancellati, parzialmente o completamente, o semplicemente sovrapposti, la capacità di cogliere, in contesti molto diversi, il valore della misura dei segni, quale sintesi della qualità e incisività delle azioni che si sono depositate o si vanno a depositare. […] Non sembra pertanto possibile pensare che all’oggi ad operazioni trasformative che aggiungano, sottraggano, o ricompongono in nessi, segni al paesaggio, senza che si riconsideri il criterio della complessità, inteso come capacità di valutare la parte come un tutto, organismo e unità di percezione spazio-paesaggio e, contemporaneamente, come sistema e manifestazione di un’organizzazione territosiale o ambientale che supera sempre la dimensione locale.”

Laura Zampieri,  Per un progetto nel paesaggio,   Quodlibet Studio

—————————————————————————————————

“Paesaggio, secondo me, indica ciò che si trova alla porta del nostro sguardo. […] ciò che conserviamo nella memoria dopo aver smesso di guardare, ciò che conserviamo nella memoria dopo aver smesso di esercitare i nostri sensi all’interno di uno spazio investito dal corpo.”

Gilles Clément,  Giardino, paesaggio e genio naturale,  Quodlibet

—————————————————————————————————

Partire questa volta dalle suggestioni sedimentate e non dall’idea di dover restituire qualcosa del luogo al luogo stesso, dal momento che chi abita il luogo forse lo conosce meglio di noi. Creare un’azione che susciti curiosità. Qualcosa di estraniante e/o inconsueto.

Qui non finisce nulla.

Ciò che si illumina di notte porta con s’è storie, memorie cancellate, vuoti, posti da rimpiazzare su di una superficie vasta.

Fieldnotes: Roberto Memoli (2)

Screening nights a cura di Claudio Zecchi

Nell’ambito del progetto di residenze d’artista “Sino alla Fine del Mare”Ramdom presenta tre proiezioni di film documentari

Ogni Opera di Confessione di Alberto Gemmi e Mirco Marmiroli

venerdì 6 ottobre 2017 alle ore 21.00

Cineporto, Lecce (Via Vecchia Frigole 36)

Il curatore Claudio Zecchi in dialogo con il co-autore Alberto Gemmi

Il Castello di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti

La Ville Engloutie di Zimmerfrei

mercoledì 11 ottobre 2017 alle ore 21.00

Lastation, Gagliano del Capo (Piazzale Stazione 2)

Ingresso libero

In occasione del ciclo di residenze artistiche “Sino alla Fine del Mare” negli spazi di Lastation a Gagliano del Capo (Lecce), che tra giugno e dicembre 2017 sono parte del progetto “Indagine sulle Terre Estreme”, Ramdom propone a cura del curatore indipendente Claudio Zecchi una settimana di proiezioni, lecture ed esercizi sul tema del rapporto tra arte e spazio pubblico.

Nuovo mese, Nuovo ospite

Dopo l’intenso primo modulo con tanti ospiti, lunedì 17 al via il secondo modulo di workshop con Elena Mazzi

 Elena Mazzi nasce nel 1984 a Reggio Emilia. Ha studiato Storia dell’Arte presso l’Università di Siena. Nel 2011 si è laureata in Arti Visive presso lo IUAV di Venezia. Ha trascorso un periodo di studi all’estero presso la Royal Academy of Art (Konsthogskolan) di Stoccolma.Le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive, tra cui: 16° Quadriennale di Roma, GAM di Torino, 14° Biennale di Istanbul, 17° BJCEM Biennale del Mediterraneo, EGE- European Glass Experience, Fittja Pavilion durante la 14° Biennale d’Architettura di Venezia, COP17 a Durban, Festival of Contemporary Art in Slovenia, Botkyrka Konsthall, Istituto Italiano di Cultura a Bruxelles e Stoccolma, XIV BBCC Expo a Venezia, Fondazione Bevilacqua La Masa.Ha partecipato a diversi programmi di residenza tra cui HIAP a Helsinki, Guilmi Art project in Abruzzo, Via Farini a Milano, Fundacion Botin in Spagna, Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, Future Farmers A.I.R. a San Francisco, Spinola Banna per l’arte a Torino, Dolomiti contemporanee, Botkyrka AIR a Stoccolma.E’ finalista del Premio Celeste, Premio Fabbri, Premio Meru, Premio Termoli e vincitrice del Thalie Art Foundation grant 2017, VISIO Young Talent Acquisition prize, premio Eneganart, borsa Illy per Unidee, Fondazione Pistoletto 2016, nctm e l’arte 2016, m-cult media and technology program 2016, menzione speciale per Arte Patrimonio e diritti umani, Antworks award 2015, premio Fondazione Sandretto Re Rebaudengo 2015, premio Lerici Foundation nel 2012 e Movin’up nel 2011.E’ artista tutor per l’anno 2016-2017 presso Fondazione Spinola Banna per l’arte, in collaborazione con GAM, Torino.

Hightlights of Default17

Sino alla fine del mare: gli artisti selezionati

Sono state selezioni dure, la qualità delle application ricevuto ha messo in seria difficoltà la giuria.

Ringraziamo vivamente tutti gli artisti che hanno presentato la propria candidatura. Auguri ai selezionati e in bocca a coloro che non lo sono stati.

La giuria, composta da Claudio Zecchi, Valentina Casacchia, Francesco Petrucci e Paolo Mele ha selezionato i seguenti artisti:

Nuvola Ravera

Simona Di Meo

Roberto Memoli

Ai tre si aggiunge Jacopo Rinaldi, selezionato dalla commissione di Default17.

Ci/vi aspettano sei mesi estremi! A lavoro!